Focus sulla sicurezza: La riduzione del rischio

2018-10-17T14:49:26+00:00lunedì, 24 Luglio 2017|RIPENSARE L'ENERGIA, STORIE DI INNOVAZIONE|

Dopo aver identificato i principali rischi potenzialmente presenti in un impianto a Syngas, direttamente correlabili alla natura del Syngas:

  • Rischio incendio
  • Rischio esplosione
  • Rischio gas tossico (CO)

E’ importante capire meglio cosa significhino questi termini e come agire già in fase di progettazione per ridurre al minimo tali rischi.

Iniziamo ad esaminare il rischio incendio, escludendo per ora l’aspetto dello stoccaggio della biomassa.

Come noto, per avere un incendio, servono contemporaneamente il combustibile, il comburente e l’innesco, pertanto, la condizione prima che dovrebbe verificarsi sarebbe una fuoriuscita accidentale e prolungata in aria di Syngas e la seconda sarebbe la presenza di una sorgente d’innesco, come ad esempio una fonte termica ad alta temperatura o un’apparecchiatura elettrica.

Per minimizzare il rischio d’incendio è allora necessario assumere nella progettazione alcuni criteri fondamentali, quali ad esempio:

  • Scelta adeguata dei materiali di costruzione, per resistenza meccanica, chimica, termica….
  • Minimizzare il numero di possibili sorgenti di emissione, quali accoppiamenti flangiati, valvole, spurghi…..
  • Coibentazione dei componenti che potrebbero trovarsi ad alta temperatura tale da risultare una possibile sorgente d’innesco e nei pressi di possibili sorgenti di emissione
  • Posizionamento della strumentazione o delle apparecchiature elettriche alle dovute distanze da possibili punti di emissione
  • Scelta di strumentazione ed apparecchiature in genere marcate ATEX, se devono essere collocate vicino a possibili sorgenti di emissione
  • Stesura di una relazione sull’impianto ai sensi della direttiva ATEX

Nel considerare il rischio di esplosione vale in gran parte quanto già rilevato per il rischio incendio, ma bisogna considerare una sostanziale differenza: l’esplosione avviene quando l’innesco ha luogo in uno spazio confinato, come ad esempio l’interno di una tubazione o di un apparecchiatura oppure anche un locale chiuso in cui è inserito l’impianto, se si raggiungono le condizioni idonee.

Parlando di esplosioni interne all’impianto, dobbiamo porre particolare attenzione a due situazioni:

  • Ingressi accidentali di aria
  • Apertura delle apparecchiature per manutenzione

Per ovviare al primo punto è necessario porre particolare attenzione alle scelte progettuali delle tubazioni e apparecchiature che lavorano in depressione, quindi a monte del ventilatore o della soffiante che convoglia il syngas.

In merito al secondo punto, è fondamentale progettare l’impianto affinché le operazioni di svuotamento dell’impianto prima dell’apertura siano le più semplici ed efficaci che si possa realizzare e allo stesso tempo avere delle procedure scritte, chiare e precise.

L’installazione di un sensore di ossigeno sulla tubazione del syngas può naturalmente essere considerata un alleato prezioso.

In merito al rischio da gas tossico, valgono senza dubbio le considerazioni effettuate in precedenza sulla prevenzione dei rilasci accidentali di syngas all’esterno delle tubazioni ed apparecchiature.

L’installazione di una rete di sensori per la rilevazione del CO è assolutamente raccomandabile nei casi in cui si pensi di collocare l’impianto all’interno di strutture con scarsa ventilazione e ricambi d’aria.