Cartoline digitali: il comune di Castel del Rio tra tradizione ed evoluzione

2019-06-05T09:49:43+00:00mercoledì, 5 Giugno 2019|STORIE DI INNOVAZIONE, VIVERE CONNESSI|

Iniziamo il nostro viaggio virtuale attraverso i piccoli centri urbani italiani che, una volta raggiunti dalla fibra, potranno beneficiare di tutti i nuovi servizi legati alla banda ultra larga. La crescita digitale rappresenta infatti per tutti i piccoli centri un’importante opportunità di sviluppo economico e imprenditoriale e un’occasione per mostrare al mondo i costumi, le antiche tradizioni e le bellezze paesaggistiche che li caratterizzano.

I residenti dei comuni in cui SITE sta sviluppando le infrastrutture ad alta velocità potranno quindi avere accesso a servizi digitali più evoluti e a tutti i vantaggi offerti dall’interconnessione in modalità ultra veloce.

Punto di partenza del nostro itinerario è Castel del Rio, comune della provincia di Bologna, nell’Appennino tosco-emiliano all’interno della valle del Santerno. Il cantiere è partito a fine 2018 e dovrebbe concludersi alla fine del 2019. I lavori, prevedono anche una delicata attività di adeguamento delle palifiche per installare i vari cablaggi e realizzare infine una rete che sia a livello aereo che interrato si estenderà per circa 30 km ad una velocità della BUL che raggiungerà 1 Giga al secondo e raggiungerà quasi 1300 unità immobiliari.

LE BASI DELL’ ECONOMIA

L’arrivo della fibra consentirà la valorizzazione e la condivisione della storia di un borgo che affonda le sue radici nell’alto medioevo, passando per il rinascimento, fino ad arrivare a oggi. Una storia segnata dalla dominazione della famiglia Alidosi che per oltre quattrocento anni (dal XIII al XVII sec.) ha fortemente influenzato il territorio insieme allo sviluppo della sua economia in un ambiente del tutto naturale dove prevalgono boschi cedui e castagneti.

Già nel Medioevo infatti l’economia locale ruotava intorno alla coltura dei marroni e delle castagne una delle principali fonti di sostentamento della popolazione locale. Questi frutti erano alla base della loro alimentazione, tanto che il castagno veniva chiamato “albero del pane”. Seppure nel tempo la superficie destinata a queste colture sia diminuita per fare spazio ad altre, quella delle castagne e dei marroni resta la più importante. Castel del Rio infatti è conosciuta per la produzione del Marrone di Castel del Rio IGP – riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta assegnato per le speciali caratteristiche organolettiche del frutto – che ogni anno in ottobre vien esaltato in tutte le sue caratteristiche con l’organizzazione dell’evento della Sagra del Marrone.

TURISMO: LUOGHI ED EVENTI

La banda ultra larga probabilmente darà anche una nuova identità al territorio e una grossa spinta allo sviluppo del turismo locale e delle attività imprenditoriali per l’accoglienza. Castel del Rio infatti nelle alte pendici che ospitano boschi e castagneti, offre diversi percorsi per il trekking e la mountain bike che consentono di godere tutto l’anno di splendidi scorci paesaggistici lontani dallo stress cittadino.

E’ possibile inoltre visitare il simbolo del glorioso passato della sua famiglia dominatrice: il Palazzo Alidosi, oggi sede del municipio, probabilmente realizzato su progetto di Bradamante o di Francesco da Sangallo. L’opera è rimasta incompiuta: dei quattro torrioni previsti dal disegno originale, ne furono edificati soltanto due. Ciò nonostante, il Palazzo Alidosi rappresenta il miglior esempio architettonico di Rinascimento fiorentino in Emilia Romagna.

E ancora il Ponte Alidosi. Costruito oltre 5 secoli fa, il ponte contribuì a fare di Castel del Rio il fulcro dei commerci del territorio. Raro esempio di ponte a schiena d’asino, la sua arcata è alta 19 metri e larga 42, fu commissionato ad Andrea Guerreri per 500 scudi d’oro. Il ponte è monumento nazionale dal 1897.

Fra le numerose testimonianze del suo prestigioso passato, Castel del Rio annovera anche il Museo della Guerra, uno dei più importanti dell’Emilia Romagna, istituito nel 1978 grazie all’impegno dei cittadini che hanno avviato una minuziosa ricerca di reperti e materiali bellici. Il museo raccoglie oltre 2000 oggetti e ospita una ricca biblioteca tematica di 1500 testi che raccontano la prima e la seconda guerra mondiale, le attività partigiane e i tristi episodi di deportazione.

Grazie alla fibra quindi anche la pubblica amministrazione potrà migliorare le relazioni con la propria comunità ed aumentare la competitività delle imprese locali oltre a promuovere gli eventi locali all’esterno.

Durante l’anno il Comune di Castel del Rio organizza insieme alla Sagra del Marrone anche altri eventi. Il 25 aprile, in occasione della festa della Liberazione, ha luogo la Festa dei Fiori, un grande mercato floreale che profuma e colora tutto il borgo. In agosto è la volta della Sagra del Porcino, seguita a settembre dalla Sagra del Tartufo. In luglio si celebra la famiglia Alidosi con la Festa Rinascimentale. Tra duelli e sfilate in abiti d’epoca, è possibile gustare lo gnocco fritto e i piatti tipici della cucina tosco-emiliana.

Cosa aspettate?! Castel del Rio è davvero un ricco territorio tutto da scoprire.