Dallo scorso anno anche i cittadini del Comune di Montanaro, nella città metropolitana di Torino, possono fare affidamento sulle alte prestazioni della fibra ottica. SITE S.p.A. ha infatti installato nel paese la nuova infrastruttura per conto di Open Fiber, portando la connessione veloce ai 5.000 abitanti della località.

I lavori sono iniziati all’inizio di aprile 2023 per poi terminare 8 mesi dopo. L’intervento ha coinvolto 5 operatori di SITE a tempo pieno.

Oggi, una rete estesa circa 15 chilometri raggiunge 670 unità abitative, che possono così usufruire di una velocità di connessione fino a 1 Gbps in modalità FTTH (Fiber To The Home).

LA STORIA DI MONTANARO

Nonostante il paese si trovi in pianura, secondo alcuni studiosi il suo nome deriva dal termine latino medievale Montanarius, ossia “insediamento di montanari”.

Le prime testimonianze scritte su Montanaro risalgono al 997, quando apparteneva agli ecclesiastici di Vercelli. In seguito, passò di mano in mano, mantenendo comunque lunghi periodi di pace e tranquillità. Nel XIV secolo fu però saccheggiata dai conti di Monferrato, mentre nei secoli successivi Montanaro subì la forte influenza dei Savoia, finché Papa Benedetto XIV concesse al casato i diritti sul territorio.

Paese ricco di storia e tradizioni, Montanaro conserva ancora evidenti tracce dei secoli passati, come ad esempio l’elegante Palazzo Bricca, il castello del XIII secolo, la chiesa di Santa Marta, la parrocchiale dell’Assunta, il Santuario della Madonna di Loreto e la chiesa di Santa Maria dell’Isola, quest’ultima risalente all’anno Mille.

ALCUNE CURIOSITÀ: I MURATORI, GLI STOVIGLIAI E L’ORGANO

Montanaro è spesso definito il “paese dei muratori”, perché in passato molti palazzi di Torino furono costruiti da lavoratori originari del paese. Allo stesso tempo, la località era famosa anche per i suoi stovigliai, ossia coloro che producevano stoviglie in terracotta, che venivano vendute nei mercati.

Fiore all’occhiello di Montanaro è l’organo della Chiesa di Santa Maria Assunta, uno strumento di dimensioni monumentali. Con le sue 2.700 canne, questo organo è tuttora uno dei più grandi e importanti del Piemonte. Fu costruito tra il 1808 e il 1810 dai fratelli biellesi Giovanni e Giacinto Bruna, con la cassa che venne lavorata dai minusieri Stefano Gabogna e Giovanni Galetta e dall’intagliatore Giacomo Costa. L’organo fu ristrutturato nel 1872 da Giacomo Vegezzi-Bossi.

LUOGHI DA VISITARE

Sono diversi i luoghi e i monumenti di interesse a Montanaro. Passeggiando per il centro storico, la prima tappa obbligata è il Complesso Abbaziale Vittoniano, composto dalla maestosa Chiesa di Santa Maria Assunta e San Nicolao, dalla Chiesa della Confraternita di San Giovanni Decollato e Santa Marta, dal Campanile e dalla Casa del Comune. Il complesso è nel suo insieme un piccolo gioiello dell’architettura barocca piemontese.

La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta fu costruita dal 1644 al 1649 e venne ampliata fra il 1752 e il 1765 su progetti prima di Lorenzo Reineri, poi di Bernardo Antonio Vittone. La chiesa, a croce latina, presenta un’unica navata coperta da una volta a botte. Al suo interno, sono notevoli il pulpito (disegnato da Vittone) e la balaustra dell’altare maggiore (opera di Mario Ludovico Quarini). Di pregio sono anche gli arredi lignei della sagrestia, realizzati sempre da Bernardo Antonio Vittone.

Un punto di riferimento di Montanaro è Palazzo Bricca, attuale sede del Municipio. Questo edificio in stile barocco, progetto del 1760 dall’architetto Quarini, fu fatto costruire dal notaio Nicolao Bricha di Torino. Il Comune lo acquistò nel 1800.

Palazzo Bricca ospita anche il Museo “Giovanni Cena”, dedicato al poeta, scrittore e letterato Giovanni Cena, nato proprio a Montanaro nel 1870.

Infine, altro luogo di interesse è il Castello dei Conti Frola, risalente al XIII secolo. In origine, fu sede della zecca dell’Abbazia di San Benigno di Fruttuaria. I Conti Frola ne furono proprietari dal 1801 al 1951 e dal 2013 appartiene al Comune.