Divario digitale: la Tecnologia è davvero a disposizione di tutti?

2019-02-22T12:43:49+00:00martedì, 29 Gennaio 2019|STORIE DI INNOVAZIONE, VIVERE CONNESSI|

Viviamo in un’epoca in cui sono le tecnologie dell’informazione e della comunicazione a dare impulso e sostegno allo sviluppo economico. Reti di nuova generazione e banda ultra larga sono ormai essenziali per la crescita economica e sociale di un territorio.

Ma cosa si intende per divario digitale e perché è necessario colmarlo?

Divario digitale: il significato del termine

Con divario digitale (digital divide) si indica il gap tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso. L’esclusione dai benefici del progresso tecnologico ha effetti sempre più negativi man mano che il digitale assume un’importanza determinante per la società.

Chi è escluso dal digitale ne perde quindi i vantaggi, subendo un danno economico e culturale. Le categorie che più subiscono il divario digitale sono gli anziani, le donne non occupate, gli immigrati e chi, essendo poco scolarizzato, ha difficoltà a utilizzare gli strumenti informatici. La mancanza di infrastrutture allarga inoltre il divario digitale dei territori alpini e appenninici.

Il divario digitale in Italia

Il divario digitale può essere spiegato tenendo conto delle variabili socio demografiche e dei fattori economici e istituzionali.

Semplificando, il fenomeno può essere dovuto a:

  • infrastrutture inadeguate, una parte della popolazione non ha una connessione internet idonea
  • divario culturale, una parte della popolazione sceglie di non stipulare un abbonamento a internet.

Se nel primo caso parliamo di ostacolo non dipendente dalla volontà personale, nel secondo potremmo pensare a una scelta consapevole. Tenendo conto che ormai è possibile godere di una connessione a internet a costi contenuti, non voler accedere a questo servizio appare quindi più una costrizione, dettata da deficit culturale.

I dati di copertura

La Commissione Europea indica con “digital divide di primo livello” la mancanza di copertura di banda larga fissa ad almeno 2 Megabit. In Italia questo dato di divario digitale riguarda una piccola fetta della popolazione: circa il 5,6% degli italiani non ha una copertura Adsl.

Molto diversi sono invece i dati relativi al “digital divide di secondo livello”, ovvero la mancanza di copertura di banda ultra larga. I dati di copertura in questo caso oscillano tra il 20 e il 40%.

Presto sentiremo parlare di “digital divide di terzo livello” e cioè della copertura con fibra ottica, utilizzata da meno del 20% della popolazione italiana.

I dati DESI 2018 indicano inoltre che l’Italia ha difficoltà a crescere sui temi del digitale in modo organico. Nel nostro Paese, gli utenti di internet sono circa il 69% della popolazione, contro l’81% della media europea. Anche per quanto riguarda lo shopping online e l’utilizzo di e-Banking, applicazioni che secondo la Commissione indicano un uso più “evoluto” di internet, l’Italia è fanalino di coda.

Divario digitale: l’Italia deve accelerare

Per quanto riguarda l’uso di internet, l’integrazione delle tecnologie digitali e i servizi pubblici digitali, l’Italia sta procedendo troppo lentamente. Il dato più allarmante riguarda il capitale umano. L’Italia manca infatti di una strategia comune dedicata alla crescita delle competenze digitali rispetto invece a quella di adeguamento delle infrastrutture già in atto.

È quindi di fondamentale importanza continuare a investire per lo sviluppo di competenze e di una valida infrastruttura di telecomunicazioni sull’intero territorio nazionale, rimediando così all’attuale gap di copertura. A questo scopo a partire dal luglio 2018 continua a pieno ritmo l’implementazione del Piano strategico Banda Ultra Largail quadro nazionale di riferimento per le iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo delle reti a banda ultra larga in Italia, al fine di soddisfare gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea entro il 2020 -promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico che prevede l’inclusione digitale, e quindi la realizzazione delle relative infrastrutture, per un totale di circa 6.700 comuni italiani.

L’impegno di SITE per ridurre il divario digitale

Da sempre consapevole del fondamentale ruolo dell’informazione, SITE è impegnata attivamente nella riduzione del divario digitale.  La nostra azienda si è posta come obiettivo quello di garantire a tutti un accesso paritario alle tecnologie dell’informazione, consentendo così lo sviluppo economico e culturale del territorio italiano nella sua interezza.

A fianco di OPEN FIBER, SITE è infatti impegnata nella realizzazione di una rete di comunicazione elettronica ad altra velocità in fibra ottica (5G) in quelle zone definite “a fallimento di mercato o aree bianche” e cioè nei territori in cui gli operatori non investono autonomamente in reti con più di 100 Mbps (cluster C) o in cui l’intervento pubblico garantisce alla popolazione residente un servizio di connettività a più di 30 Mbps (cluster D) e rappresentano circa il 24, 6%  sull’intera popolazione italiana.

Un intervento necessario per correggere le disuguaglianze sociali e geografiche e consentire una maggiore coesione sociale e territoriale mediante l’accesso ai mezzi di comunicazione.

SITE è quindi parte attiva del Piano strategico Banda Ultra Larga ed è già al lavoro per permettere in questa prima fase dei lavori a 277 Comuni, distribuiti in 8 diverse Regioni, di essere raggiunti dalla fibra.

Per coinvolgervi in questo percorso di innovazione con l’obiettivo di ridurre il divario digitale, nelle prossime settimane inizieremo un viaggio virtuale alla scoperta della storia e dell’economia di alcuni di questi Comuni.

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