Lo scorso 4 febbraio SITE ha compiuto 75 anni. Abbiamo deciso di celebrare in modo speciale questo anniversario, lanciando un progetto editoriale che, durante l’arco dell’anno, percorrerà le grandi tappe storiche dell’azienda in via del tutto inedita. Lo farà dando voce al racconto di alcune persone che ne sono state protagoniste.

Oggi vi vogliamo parlare dell’introduzione della telefonia radiomobile in Italia e della grande sfida affrontata per realizzare le sue prime infrastrutture, attraverso le storie di alcuni importanti collaboratori dell’azienda: Claudio Bettini, Vittorio Martino, Francesco Rossi, Joseph Fico e Stefano Cremonini.  

SCENARIO: LA DIFFUSIONE DELLA TELEFONIA CELLULARE NELLE TELECOMUNICAZIONI IN ITALIA

Siamo a metà degli anni ’90, periodo segnato dal processo di liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni. In quegli anni fu costituita Omnitel Pronto Italia S.p.A., la prima azienda a fare concorrenza alla SIP, prima della trasformazione di quest’ultima in Telecom Italia S.p.A.

Fu cosi che iniziò la rivoluzione del GSM: era il marzo del 1994 quando Omnitel Pronto Italia, con l’aggiudicazione di una gara da 750 miliardi di lire, ottenne la concessione per il servizio radiomobile in Italia, della durata di 15 anni. A partire dall’aprile successivo, iniziò la costruzione della seconda rete privata italiana GSM 900, dopo quella della SIP.

SITE è stata uno dei suoi soci fondatori di minoranza e questa partecipazione contribuì all’avvio pioneristico, nel 1995, della Divisone OPI (Omnitel Pronto Italia) in azienda, per la costruzione dei primi siti radiomobili sul territorio nazionale.

Era un’attività del tutto nuova nelle Telecomunicazioni del nostro Paese, che doveva essere “inventata e sperimentata” per sviluppare la corretta conformazione delle sue infrastrutture, trovarne la giusta collocazione sul territorio e garantirne il pieno funzionamento per il cliente e i nuovi utenti abbonati.

UOMINI NEL PROGRESSO

Claudio Bettini e Vittorio Martino, in SITE, si sono trovati di fronte a una grande sfida d’innovazione: la diffusione della telefonia cellulare in Italia, caratterizzata dall’introduzione delle tecnologie GSM e dalla realizzazione dei primi siti radiomobili sul territorio nazionale. Una sfida che in azienda si è tradotta nella nascita di una nuova divisione e nello sviluppo di un  gruppo di lavoro in grado di dare il via alla crescita di questo nuovo settore. Il team di direzione generale si consolidò nell’area tecnica con l’arrivo dell’Ing. Joseph Fico e dell’Ing. Stefano Cremonini, e nell’area dello sviluppo commerciale con Francesco Rossi.

In foto da sinistra a destra: Ing. Stefano Cremonini, Ing. Claudio Bettini, Ing. Joseph Fico, Geom. Francesco Rossi, Ing. Vittorio Martino.

L’INGRESSO IN SITE

Claudio Bettini, nato a Ferrara nel 1963, entra in SITE il 15 marzo del 1995 per ricoprire il ruolo di Radiomobile Area Manager, fino a quando nel 2002 l’azienda gli affida l’incarico di Direttore di Produzione  di tutta l’area Telecomunicazioni.

Claudio:Nel 1995 l’Avv. Borghi mi chiamò in SITE per propormi un progetto innovativo: seguire l’implementazione della nuova rete di telefonia cellulare per conto di Omnitel Pronto Italia. Il progetto mi risultò interessante per diversi motivi: completava la mia formazione tecnica, orientata fino a quel giorno sulle reti in fibra ottica, estendendola al nuovo settore della telefonia radiomobile.”

Vittorio Martino, classe 1970, entra in SITE un anno e mezzo dopo la fondazione della Divisione OPI (Omnitel Pronto Italia). Nel 1997 entra in azienda come Responsabile del reparto tecnico in ambito radio. Nel 2002 eredita il comando della divisione radiomobile, divenuta oggi la linea tecnica denominata “Wireless Techline” all’interno della Business Unit TLC.

Vittorio: “Per me, laureato in Ingegneria Elettronica con indirizzo Telecomunicazioni, avere la possibilità di essere assunto in SITE, storica azienda di Bologna leader nelle Telecomunicazioni, era un po’ il mio sogno. Al mio ingresso in azienda dovevo sostituire l’addetto ai collaudi delle stazioni radio base, l’Ing. Nardone di Bressanone. Fu questo il mio punto di partenza: sviluppare insieme all’Ing. Bettini, negli anni a venire, il settore radiomobile.”

Stefano Cremonini, imolese di origine e neolaureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, entra in SITE per occuparsi inizialmente dell’analisi dell’impatto elettromagnetico (AIE) e successivamente di LOS, delle misure d’interferenza per ponti radio, di Drive test e progettazione radio. Il suo percorso professionale di crescita in azienda lo ha portato oggi ad assumere il ruolo di Responsabile dell’Ingegneria.

Stefano: “Sono entrato in SITE nel novembre 1999, dieci giorni dopo la laurea e dopo un paio di mesi dall’aver sostenuto l’esame di Stato. Venni inserito nella divisione OPI per il radiomobile. Era la mia aspirazione principale fare questo tipo di lavoro, perché avevo redatto la tesi collaborando con un’azienda specializzata negli apparati radiomobili. Fu per me un’esperienza molto interessante e volevo restare in questo settore, che all’epoca era in forte espansione”.

Joseph Fico nasce a New York il 19 giugno del 1966 in una famiglia di origini campane. Sin dal suo primo giorno nella divisione radiomobile gli vennero affidate le attività relative alla progettazione e costruzione civile dei siti. Con il suo meticoloso lavoro, dall’inizio della carriera ha contribuito alla gestione di circa 5.000 siti radiomobili.

Joseph:Il mio ingresso in azienda è avvenuto nel 1997 attraverso un contratto di formazione per il progetto Socrate, successivamente però interrotto da Telecom. A quel punto mi dissero che avrei potuto seguire un altro corso di formazione con l’Ing. Bettini. Ovviamente, decisi subito di accettare perché avevo un forte interesse a rimanere in SITE. La possibilità di questo corso mi fu comunicata proprio all’ultimo, tanto che mi ricordo che venni aggiunto a mano all’elenco in cui erano già presenti i nomi degli altri partecipanti. E così, a settembre del 1998 conobbi l’ing. Bettini e da lì partì la mia esperienza nel settore radiomobile. Si aprì per me un mondo totalmente nuovo! Inizialmente, lavorai come referente del cliente TIM a Napoli, ma ben presto fui coinvolto in vari progetti.”

Francesco Rossi, nato ad Avellino, venne assunto in SITE nell’aprile 1970, quando l’azienda era ancora diretta dai suoi padri fondatori Sauro Borghi e Roberto Carroli. Francesco iniziò la sua carriera prima come geometra assistente di cantiere, poi come coordinatore, fino a ricoprire il ruolo di capo filiale della sede di Latina. Nel 1994 l’azienda gli presentò l’opportunità di cambiare nuovamente incarico: diventare il primo commerciale della SITE  e della divisione radiomobile.

Francesco: “Dopo l’esperienza con la gestione del centro di lavoro a Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, sono stato trasferito a dirigere la filiale di Latina e lì sono rimasto fino al 1994, l’anno in cui il Presidente Stefano Borghi mi affidò l’incarico di promuovere l’azienda dal punto di vista commerciale, per espandere gli ambiti di attività di SITE, stare al passo con l’evoluzione del settore e far crescere l’azienda. Questo fu quindi il momento in cui da operativo passai a essere un commerciale e iniziai a girare l’Italia per far conoscere il nome di SITE, chi eravamo e di cosa ci occupavamo. I primi tempi non furono facili: ho affrontato tante situazioni per la prima volta ed ero sempre in giro per l’Italia, spesso anche per settimane intere, perché dovevo promuovere il nome dell’azienda presentandomi ai fornitori di tecnologia e agli operatori che stavano entrando nel mercato.” 

GLI ESORDI DELLA TELEFONIA RADIOMOBILE IN SITE

All’arrivo della telefonia radiomobile in Italia, nel 1995, SITE era fra quelle poche realtà che avevano iniziato a occuparsi della realizzazione delle infrastrutture in questo settore.

Claudio: “Dovevamo costruire tutto da zero, perché all’epoca ancora nessuno in Italia aveva affrontato questa tipologia di lavoro! Abbiamo dovuto impostare sin da subito un percorso di formazione finalizzato a darsi un’organizzazione, a fornire alle persone una conoscenza adeguata dal punto di vista tecnico e di gestione del progetto.”

FORMARE PER LANCIARE UN NUOVO SETTORE

I progetti proposti dal cliente OPI erano molto ambiziosi e per questo l’investimento nell’attività formativa fu considerevole e fondamentale per realizzare con successo i primi siti per il cliente. Fu una innovazione che portò alla nascita di nuove figure tecniche professionali molto ricercate nel mondo radio base.

Claudio: “Per poter operare in questo settore, abbiamo iniziato a cercare dei volenterosi ragazzi in giro per le nostre filiali, con l’obiettivo di fare della formazione, spiegando a tutti cosa erano la comunicazione radio e le infrastrutture civili necessarie. Parliamo di persone che fino ad allora avevano visto solo come erano fatte le antenne televisive. Ed è qui che anche io ho ampliato la mia conoscenza con la geotecnica e l’edilizia strutturale, della quale prima ero completamente all’oscuro.

I contenuti tecnici proposti all’interno dei corsi riguardavano sia gli aspetti civili che di telecom implementation. La formazione delle persone fu fatta così bene che quelle che avevano iniziato a lavorare con noi nel radiomobile con il tempo sono andate direttamente dai nostri clienti, gli operatori di telefonia. Questo trasferimento in altre realtà dei nostri ragazzi, se da un lato ha causato un po’ di dispiacere per l’azienda, dall’altro ci ha dimostrato di essere stati in grado di creare nuove competenze, oltre ad aver confermato la nostra abilità nel costruire le nuove reti.”

I PRIMI SITI RADIOMOBILI REALIZZATI DA SITE IN ITALIA

SITE affiancò le attività di formazione in contemporanea con il lavoro sul campo ed è cosi che scrisse un pezzo di storia. Non solo con la fibra ottica un decennio prima, ma anche nel mondo della telefonia cellulare con la costruzione del primo sito radiomobile di tipo Raw Land (su terreno) a livello nazionale, proprio per conto del cliente Omnitel Pronto Italia.

Claudio: “Il primo sito radiomobile in Italia che ha rappresentato anche il nostro battesimo su queste infrastrutture è stato a Crespellano presso la vecchia sede di Siderpali. Era immatricolato “BOLOGNA 1727”. Era un palo di 30 metri e mi ricordo che una volta completato vennero in molti a vederlo per conto di Omnitel Pronto Italia. Oggi l’infrastruttura è ancora funzionante anche se è stata modificata per accogliere nel tempo altri operatori di telefonia.

Quando lo realizzammo, il gruppo di lavoro era diverso da quello attuale: con me c’erano il Geom. Farolfi e il Geom. Vecchi, che era il vecchio direttore di produzione della SITE nella rete fissa. Il Geom. Vecchi, che oggi non c’è più, fu una figura molto importante per me perché mi introdusse alla vita in azienda. All’epoca mi venne affiancato per quasi tre anni affinché fossi in grado di sostituirlo. Ancora oggi, talvolta, quando devo fare delle valutazioni e analizzare delle situazioni, penso a come le avrebbe gestite lui se fosse stato ancora al mio fianco.”

GLI SVILUPPI DEL RADIOMOBILE

A mano a mano che le attività andarono avanti, si consolidarono struttura organizzativa e posizionamento sul mercato di SITE.

Claudio:All’inizio si pensava che l’implementazione della rete radiomobile fosse un’attività spot della durata di 2 o 3 anni, e invece è stato proprio l’inizio di un mondo nuovo. I committenti hanno iniziato a diversificarsi e noi di SITE gli siamo rimasti sempre accanto. Li abbiamo seguiti in questa evoluzione e nella realizzazione dei nuovi progetti, sviluppando di conseguenza anche le nostre attività”.

Francesco: “Ho affrontato numerosi progetti sfidanti nel mondo del radiomobile ed erano distribuiti su tutto il territorio nazionale. Li ho affrontati per la maggior parte insieme ai miei colleghi Joseph e Vittorio, con cui abbiamo formato una grande squadra. Dal punto di vista commerciale, seguivo molto i clienti, dall’ottenimento dei contratti alla realizzazione dei progetti, e mi assicuravo che fossero soddisfatti del lavoro svolto da SITE, che era considerata già un’azienda di tutto rispetto. Cercavo sempre di mediare con loro per rispettare tutti gli impegni, facevo da portavoce delle loro esigenze in azienda con la nostra parte operativa. Inizialmente, lavoravamo solo per conto di Omnitel, e successivamente per TIM, e poi con Wind e H3G, che erano i nuovi operatori, ai quali erano state assegnate le frequenze. La nostra attività s’incrementò con significativi contratti e progetti per i fornitori di tecnologia, inizialmente era solo Nokia e successivamente si aggiunsero Siemens, Ericsson e Huawei.     

Vittorio: “SITE ha vissuto anche una fase di investimenti che dal 2004 portò a diverse acquisizioni di rami di azienda di alcuni spin-off di Ericsson. Furono operazioni che incrementarono le risorse specializzate impiegate su queste attività e la presenza territoriale di SITE sul radiomobile per conto dei diversi operatori nella regione Emilia Romagna, nelle aree geografiche della costa Adriatica e della Toscana.”

UN’OFFERTA DI SERVIZI COMPLETA PER PROGETTI CHIAVI IN MANO

SITE ha continuato a investire nel settore radiomobile, accrescendo le proprie competenze e ampliando il raggio dei servizi offerti: dalla ricerca del sito, alla progettazione e realizzazione civile, alla telecom implementation. Un’ulteriore valore aggiunto fu rappresentato dalle competenze di progettazione radio e dai servizi professionali che permisero a SITE di approcciare progetti chiavi in mano. Uno dei primi clienti ad affidare a SITE progetti con questa modalità fu Wind.

Vittorio: “Il progetto per Wind prevedeva la realizzazione di coperture dedicate come la statale 18 lungo la Tirrenica (Campania, Basilicata e Calabria) e in seguito anche la costruzione di altri nuovi siti radiomobili, sempre in modalità chiavi in mano, come in Sicilia lungo l’A19 sulle tratte Palermo-Catania e Palermo-Messina. In totale furono circa 150 i siti che costruimmo: nei primi anni 2000 partimmo dal Sud; poi, quel tipo di contratto venne in seguito esteso anche in Lombardia, Piemonte e Liguria.

Joseph: “Il mio ruolo prevedeva di organizzare dal punto di vista edile e civile le strutture che si occupavano di progettare, ricercare e acquisire i siti e gestire l’ottenimento dei permessi per la costruzione. Quello di Wind fu per me il primo grande progetto del radiomobile che gestii come procuratore, stipulando dei contratti di locazione con i proprietari dei terreni a nome dell’azienda. Da lì partimmo con la progettazione radio che era stata data in capo al collega da poco entrato in azienda, l’Ing. Stefano Cremonini. Vittorio invece supervisionava tutto quello che riguardava ponti radio, antenne, cavi e sistema radiante in generale. Una volta ultimati, i siti venivano venduti a Wind compreso il contratto di locazione quando erano attivi, quindi SITE rimaneva proprietaria dell’impianto fino alla voltura del sito al cliente.”

Stefano: “Prima del mio arrivo in azienda, i servizi di cui mi dovevo occupare in SITE venivano dati in outsourcing. Quando SITE decise di internalizzarli assumendo me, iniziai un percorso che, attraverso la formazione e l’affiancamento a dei professionisti, mi permise di comporre una linea tecnica dedicata a queste attività, composta da circa 20 dipendenti distribuiti sul territorio nazionale.

Quando iniziai a lavorare sui siti radiomobili per Wind la progettazione non era semplice. Andavamo con una piattaforma aerea nel punto scelto per la costruzione del sito, e con quella montavamo delle antenne con dei trasmettitori di segnale. Utilizzavamo dei gruppi elettrogeni che da terra le alimentavamo e, con un cellulare di test a bordo dell’auto, andavamo a controllare i livelli di segnale nell’intera zona che doveva essere servita: lungo la strada, dentro le case, ecc. (A destra Stefano Cremonini in un sito siciliano durante un’attività di test in campo.)

Se la copertura era coerente con gli obiettivi di Wind, e i livelli misurati erano buoni, il nostro partner Siemens inseriva i dati da noi raccolti nei tool dedicati e li giravamo al cliente Wind con delle mappe cartografiche che dovevano essere scansionate a mano. Quando i livelli di coperture erano verificati, allora si poteva passare alle fasi successive di realizzazione e procedere con la costruzione del sito. Era tutto molto diverso dal mondo attuale perché molte cose le scoprivi sul posto e potevi contare sul telefono e le mail solo quando eri in ufficio. Spesso eri costretto ad assumerti responsabilità e prendere decisioni durante l’attività in campo che oggi avrebbero necessitato di molte mail e call conference. Quell’esperienza è lontana, ma ha gettato le basi per la mia crescita professionale.”

COME È CAMBIATA LA TECNOLOGIA FINO A OGGI

La tecnologia dagli esordi del radiomobile in Italia è cambiata in modo considerevole rispetto a 27 anni fa: le tecnologie erano più pesanti, ingombranti e più complesse; la loro installazione più difficoltosa. Inoltre le attività si svolgevano spesso nelle zone di montagna più sperdute, le aree che potevano assicurare una maggiore copertura del segnale.

Claudio: “Quando si dovevano realizzare i siti radiomobili nelle zone di montagna, scoprivi direttamente a valle che il mezzo non poteva arrivare a destinazione per trasportare il materiale e le antenne necessarie alla costruzione del sito. Le strade potevano essere dissestate e le distanze molto lunghe.

Ci siamo trovati più volte a doverci inventare delle soluzioni sul momento, come ad esempio fare ricorso al noleggio di asini, come quello in foto. In quel caso abbiamo caricato delle BTS Flexi, che agli esordi delle prime attività radiomobili erano le più leggere e facili da trasportare.”

Vittorio: “Le apparecchiature erano molto pesanti e per questo rendevano le operazioni di spostamento e di installazione davvero complesse. Le apparecchiature Nokia di DE21, le cosiddette ACO street level, le outdoor, avevano un cabinet che pesava circa 900 kg. Con le nuove tecnologie gli apparati sono tutta un’altra storia e pesano tra i 300 e i 400 kg. Anche per il collaudo ora le cose sono cambiate in meglio. L’ingresso della tecnologia IP ha contribuito a far diventare tutto più semplice sia nelle operazioni di installazione che di collaudo. Il collaudatore, oggi, non deve più fare la fatica di una volta, perché quando gli apparati vengono installati sono già visibili da remoto.

È cambiato molto anche tutto ciò che riguarda il sistema radiante, che fino al 2018 era costituito da antenne passive; quindi, dalla stazione radio base si doveva andare verso le antenne con cavi coassiali di dimensioni importanti e difficili da installare. Negli ultimi anni, invece, si è passati alle stazioni radio base di tipo distribuito, che hanno il sistema di continuità composto da batterie, raddrizzatori e bande basi. Dalle bande basi alle antenne non si usano più i cavi coassiali, bensì cavi elettrici e fibre ottiche. In questo modo si arriva ai remotizzatori in quota, detti RRU, e da lì con un jumper in coassiale di dimensioni molto ridotte si arriva all’antenna passiva.”

Joseph:Anche dal punto di vista procedurale, per seguire le parti di produzione e dei costi sui singoli progetti sono stati fatti grandi progressi con l’adozione in SITE delle nuove piattaforme gestionali. Mi ricordo che all’inizio arrivavano in azienda dei tabulati cartacei dove venivano indicati i prodotti e i costi relativi a ogni lavoro. Tutte le modifiche che era necessario apportare dovevano essere segnate con la penna rossa per poi rispedire il malloppo cartaceo a Bologna. Era un’attività che mi richiedeva tempo, perché quando si gestivano 50 o 100 siti bisognava spulciare tutta la documentazione.”

LE SFIDE DI INNOVAZIONE CHE CI ASPETTANO NEL FUTURO DEL RADIOMOBILE

In questi anni ci sono stati tanti cambiamenti tecnologici nel mondo della telefonia cellulare che ci hanno portato sempre più spesso a sentire parlare dell’adozione del 5G. Un traguardo frutto dell’evolversi di cinque generazioni di sviluppo tecnologico.

Vittorio: Le nuove sfide che ci aspettano nel nostro settore saranno sicuramente legate all’introduzione e alla diffusione sul mercato del 5G. Oggi il 5G offre velocità elevatissime nello scambio dei dati con tempi di latenza bassissimi ed è quindi più adatto per svolgere tele-operazioni da remoto. Apre ad esempio le porte alla guida autonoma nell’ambito dei trasporti, perché ha tempi di risposta brevissimi, di millisecondi. Il 5G è sicuramente un cambio epocale, innanzitutto perché l’antenna non è più passiva, ma attiva, ed è tempo-variante, cioè modifica e orienta più potenza in base a dove è il traffico, quindi è “intelligente” (infatti si parla anche di “Smart Antennas”).

EPILOGO

Concludiamo questa nuova “Storia ispirata dal progresso” chiedendo ai suoi protagonisti, Claudio, Vittorio, Francesco, Joseph e Stefano se durante gli anni passati in SITE ci sono stati dei momenti particolarmente sfidanti o di cui conservano un ricordo particolare.

Claudio: “Ricordo con affetto un progetto tra i primi che ho seguito quando sono arrivato in SITE, insieme al Geom. Vecchi. Prevedeva l’installazione di un’antenna radiomobile nel castello di Porto d’Ercole in Toscana. Portare i materiali e gli apparati fu una cosa complicata e molto costosa, perché il calcestruzzo per il basamento del sito doveva essere trasportato con una carriola ed essere impastato un metro cubo alla volta. Questo comportava costi elevati e tempi lunghi per l’esecuzione dell’attività, perché bisognava  percorrere un tratto di strada che prevedeva l’ingresso nel castello tramite una porticina, l’unica area di accesso per effettuare i lavori.

La gestione di quel progetto fu veramente faticosa, ma contribuì in seguito a un buon posizionamento di SITE nel mercato radiomobile. Quello per me fu un vero banco di prova per crescere, anche perché richiese un’attività continua di problem solving che mi insegnò ad avere un approccio più ingegnoso e furbo nell’affrontare le criticità nei progetti. Se metti la testa nelle attività di progettazione e pianificazione iniziali limiterai gli errori, e questo agevolerà il resto delle attività, permettendoti di pianificare soluzioni efficaci di fronte a ogni tipo di imprevisto.”

Vittorio: “Avevo circa 26 anni quando sono entrato in SITE. La mia paura più grande nella vita era quella di annoiarmi, di trovare un lavoro monotono che non mi desse soddisfazioni. Quando l’Ing. Bettini mi assunse, mi fece conoscere l’Avv. Borghi, che mi chiese cosa mi aspettassi da questo lavoro. La mia risposta fu: ‘Guardi Avvocato, io spero di non annoiarmi’, e l’Avvocato mi rispose ‘Stia tranquillo Martino, questa è l’ultima cosa che può succedere qui dentro!’ Ed è stato effettivamente così, è stata una persona di parola.

Poi SITE negli anni è diventata casa e l’Avvocato un’istituzione! In generale, ho sempre cercato di trasmettere al mio team l’amore e la fiducia che ho nell’Azienda. SITE è una grande azienda, fatta di tante persone, ma alla fine sta a noi che ne facciamo parte fare la differenza. La differenza si fa se ami il tuo lavoro.”

Joseph: “Un episodio importante fu nel 2001, durante la realizzazione del progetto con Wind. Mi ricordo di quando abbiamo dovuto trovare in pochissimo tempo una soluzione per portare il segnale Wind nel comune di Agropoli, in provincia di Salerno. Occorreva farlo nel minor tempo possibile, ma il terreno su cui si sarebbe dovuto costruire il sito era una proprietà privata e non potevamo occuparla senza seguire tutto l’iter dei permessi. Fummo costretti a inventarci una soluzione efficace in poco tempo e in accordo con Wind: utilizzammo un furgone SITE allestito con gli apparati (vedi foto a sinistra), forniti direttamente dal cliente, per far sì che i cittadini di Agropoli potessero avere il segnale di copertura. Mi ricordo che in quell’occasione ricevetti una chiamata alle tre di notte in cui mi avvisavano di aver concluso il montaggio e l’allestimento del mezzo e si sentivano i grilli perché il furgone era stato posizionato in una zona di aperta campagna! Conservo ancora la foto del furgone SITE sulle colline sperdute in mezzo al nulla! Questa sarebbe dovuta essere una soluzione provvisoria, ma alla fine il furgone rimase lì da settembre 2001 a settembre 2009!”

Francesco Rossi: ”Parlare di SITE è sempre bello per me: ci ho trascorso 43 anni della mia vita e probabilmente ho passato più tempo lì che a casa mia, ma è stata una realtà che mi ha coinvolto e lasciato tanto. C’era tanta umanità in SITE e vicinanza dell’azienda verso le sue persone. Ho avuto la fortuna di conoscere Sauro Borghi, il suo fondatore. Avevo instaurato un buon rapporto con lui e con l’altro socio Roberto Carroli. Erano due persone  brillanti che stimavo molto. Sauro Borghi aveva la capacità di non scomporsi neanche davanti a situazioni difficili e ha sempre dimostrato grande fermezza e lucidità nel gestire le diverse situazioni. Come tutte le aziende, SITE ha affrontato momenti di crisi ma è sempre stata vicina ai suoi dipendenti e a tutto il personale, riuscendo sempre a trovare le soluzioni per uscirne al meglio.

Mi ricordo ancora di quando mia moglie doveva fare un intervento. Sauro Borghi sapeva che si sarebbe dovuta operare e mi raccomandò: ‘Domani non rimanga in ufficio, ma vada da sua moglie’. Il giorno dopo mi chiamò per assicurarsi che l’intervento fosse andato bene e scoprì che in realtà mi trovavo ancora in ufficio. Lui quasi si arrabbiò, insistendo di andare in ospedale da mia moglie. Alla fine mi richiamò di nuovo per sapere se mia moglie stesse bene.”

Stefano Cremonini: “Sono in SITE da oltre 20 anni e quindi di aneddoti ce ne sarebbero moltissimi, ma sicuramente quelli che ricordo con maggior piacere sono legati ai primi anni, in cui viaggiavo in tutta Italia settimanalmente e principalmente tra Sicilia, Calabria e Campania. Il rapporto con i colleghi andava oltre il lavoro; stavamo costruendo le prime reti radiomobili, c’era molta consapevolezza del nostro ruolo e quindi in ogni attività si respirava un’aria elettrizzante e stimolante. In quel periodo, quando partivi avevi a disposizione due biglietti, sapevi le attività che dovevi fare, ma come le avresti dovute fare e quello che poteva capitare nel mentre no! Una settimana al mese partivo da Bologna, prendevo l’aereo e andavo a Palermo, facevo due o tre giorni in Sicilia, poi risalivo e facevo Calabria e Campania e da Napoli ripartivo alla volta di Bologna. Grazie a questo progetto di realizzazione di 150 siti di Wind, abbiamo praticamente visitato centinaia di città, paesi, borghi, frazioni in tutte queste regioni nell’arco di due o tre anni.

Un ricordo legato a quel periodo è un’esperienza vissuta in pieno agosto nell’entroterra della Sicilia a Catena Nuova (tra Enna e Caltanissetta). Faceva un caldo incredibile, intorno ai 40 gradi. Io avevo 26 anni e stavo facendo le mie prime uscite di lavoro. Dovevamo andare a fare delle rilevazioni per un sito da costruire e  insieme a me c’erano due colleghi di Napoli.

Una volta arrivati sul posto, posizionammo il cestello sul campo del proprietario che ci aveva concesso parte del suo terreno in affitto per la costruzione. Prima di salire sul cestello per fare le rilevazioni, andammo ad avvertire il proprietario. Intorno alla sua casa c’erano solo tre alberi, sotto ai quali le pecore ammassate cercavano di rubare le uniche zone d’ombra che la vegetazione offriva. Il proprietario ci offrì da bere e ci fece assaggiare la ricotta calda. Quando tornammo al cestello trovammo il vicino che iniziò a interrogarci, chiedendoci chi fossimo e cosa dovessimo fare in quell’area situata a pochi metri da casa sua. Lui si lamentò che non voleva il sito lì, perché distava solo 50 metri dalla sua abitazione. Si lamentava del fatto che sua moglie avesse iniziato a soffrire di continui mal di testa; questo malessere, a suo dire, era stato causato dall’Enel, che aveva costruito una linea nel suo terreno.

Ci intimò di non fare nulla, altrimenti avrebbe buttato giù l’intero sito. Spaventato, chiamai il collega di Palermo. Lui mi rassicurò dicendomi che mi avrebbe raggiunto e così lo aspettai. Il collega arrivò dopo un paio di ore e, mentre io salivo per fare le misurazioni, il vicino di casa si mise sotto un albero a osservarci con il fucile poggiato per terra. Fortunatamente non andò oltre e riuscimmo a completare il sito.”