Lo scorso 4 febbraio SITE ha compiuto 75 anni. Abbiamo deciso di celebrare in modo speciale questo anniversario, lanciando un progetto editoriale che, durante l’arco dell’anno, percorrerà le grandi tappe storiche dell’azienda in via del tutto inedita. Lo farà dando voce al racconto di alcune persone che ne sono state protagoniste.

Questa volta il nostro racconto riguarda una delle tappe più importanti del percorso strategico di diversificazione di SITE: l’ingresso nel mercato del trasporto ferroviario.

Era la fine degli anni ’80, infatti, quando lo spirito imprenditoriale della proprietà spinse l’azienda a guardare oltre la costruzione di infrastrutture di telecomunicazione. Si iniziò così a investire in nuovi comparti: nel settore dell’energia e, appunto, nel trasporto ferroviario.

In questa occasione, grazie al racconto dell’Ing. Claudio De Paolini, Direttore tecnico e Responsabile di Divisione in azienda per più di vent’anni, vi porteremo alla scoperta dell’ingresso di SITE nel settore ferroviario.

SCENARIO: SITE approda nel settore del segnalamento ferroviario

Sul finire degli anni ’80 SITE, già leader nella realizzazione di reti di telecomunicazione, e impegnata nelle prime sperimentazioni sulla fibra ottica, decide di espandere le proprie attività ad altri settori. Inizia ad adottare una strategia di diversificazione, entrando dapprincipio nel comparto dell’energia elettrica, occupandosi della realizzazione e della manutenzione di reti di distribuzione di media e bassa tensione per conto di ENEL.

Sempre nello stesso periodo, SITE decide di investire nel settore dei trasporti ferroviari, acquisendo nel 1987 la DLK Srl, una piccola realtà bolognese fornitrice delle Ferrovie dello Stato. La società è specializzata nella produzione e nell’installazione di sistemi di segnalamento e sicurezza ferroviari.

DLK Srl, fondata nel 1949, nel periodo del secondo Dopoguerra si trovava ad affrontare le sfide di un settore ancora caratterizzato da investimenti altalenanti e tempi lunghi per l’introduzione di innovazioni. Questo fu il contesto nel quale SITE approdò nel mercato dei trasporti ferroviari, accettando una nuova sfida ispirata dal progresso, l’inizio di un percorso che aprì le porte anche a nuove opportunità di internazionalizzazione.

UOMINI ISPIRATI DAL PROGRESSO: LA STORIA DI Claudio De Paolini

Claudio De Paolini, nato nel 1953 a Verbania in Piemonte, ha vissuto una lunga carriera nel mondo del segnalamento ferroviario. Il suo percorso professionale inizia alla fine degli anni ‘70, dopo aver conseguito nel 1978 la Laurea in Ingegneria elettronica presso l’Università di Bologna. Entra a far parte della società DLK Srl, per poi assumerne il ruolo di Direttore tecnico.

Nel 1987, la DLK viene acquisita da SITE. Con questa operazione, da un lato si avvia l’evoluzione della DLK verso una realtà maggiormente strutturata, dall’altro si formano le basi di quella che oggi è la Divisione Trasporti in SITE. Infatti l’acquisizione dà il via a un processo di transizione verso un nuovo assetto proprietario e verso un nuovo modo di lavorare sul mercato, fino al completo incorporamento nell’ organizzazione di SITE.

Claudio è diventato, da protagonista del cambiamento, il Responsabile della nuova Divisione, portando il suo storico gruppo di lavoro di DLK e la nuova proprietà di SITE ad affrontare le grandi sfide dettate dell’evoluzione organizzativa e infrastrutturale del mondo ferroviario. Lo ha fatto fino al 2013, anno in cui ha terminato la sua carriera in azienda. Con il suo lavoro ha contribuito in modo significativo all’ampliamento delle attività e alla crescita della nuova Divisione, che in quell’ultimo periodo aveva acquisito le prime commesse all’estero e aveva iniziato a muovere i primi passi verso le attività di Ricerca & Sviluppo, cominciando a progettare sistemi e prodotti di nuova concezione per il controllo e la sicurezza della marcia dei treni.

L’INTERVISTA

Ciao Claudio! Raccontami la tua storia. Quando sei entrato in azienda?

<< Sono entrato in SITE nel 1987, con l’acquisizione da parte di SITE della DLK S.r.L., una piccola impresa attiva nel settore del segnalamento e della sicurezza ferroviaria. Ero il loro Direttore Tecnico già da sette anni e anche l’unico ingegnere presente in azienda.

La strategia di SITE era molto chiara: diversificare le proprie attività, all’epoca focalizzate sulla realizzazione di reti di telecomunicazione, anche mediante l’acquisizione di piccole realtà con potenziale da sviluppare.

Fu un periodo molto intenso e sfidante. DLK era un’azienda prevalentemente di progettazione e produzione di sistemi di segnalamento ferroviario, mentre i servizi di installazione erano piuttosto limitati a causa delle poche attrezzature specialistiche di cui disponevamo. Il lavoro che avevamo davanti era abbastanza complesso. Da una parte dovevamo accelerare lo sviluppo commerciale e organizzativo sfruttando le capacità di un’azienda strutturata come SITE  storicamente dedicata ai servizi impiantistici. Dall’altra, dovevamo potenziare l’ufficio tecnico per garantire il supporto necessario alla crescita del reparto produttivo. Tutto questo in un settore, quello ferroviario, che richiedeva allora – e richiede tutt’oggi – forti investimenti per l’ottenimento e il mantenimento delle qualifiche tecniche, e che è contrassegnato da cicli di investimento altalenanti. Anche in SITE ho mantenuto il ruolo di Direttore Tecnico, diventando poi il Responsabile della Divisione Trasporti. >>

Come era strutturata la DLK?

<< La DLK aveva circa 30 dipendenti. Era piccola, ma con forti competenze che ci avevano permesso di consolidarci nel settore, lavorando per RFI e alcune Ferrovie in Concessione. L’azienda era gestita dal suo fondatore che, arrivato all’età della pensione, decise di venderla.

Il business principale era la produzione degli apparati di comando delle stazioni ferroviarie denominati con l’acronimo di ACEI (Apparati Centrali Elettrici ad Itinerari). Questi impianti sono in grado di comandare in sicurezza tutti gli enti di una stazione (deviatoi, passaggi a livello, segnali, ecc.), con l’obiettivo di ridurre il rischio di errore umano. Al loro interno tutti i collegamenti sono realizzati con cablaggi tra relè. Questi cablaggi nelle stazioni più grandi sono costituiti da decine di migliaia di fili, tutti da controllare con collaudo automatico.

In DLK realizzavamo di solito impianti medio-piccoli, che con SITE sono diventati sempre più significativi e di grandi dimensioni. A distanza di alcuni anni dalla sua acquisizione, nel 1993, la DLK venne definitivamente inglobata in SITE con un atto di conferimento. Nacque così quella che tutti oggi conosciamo come la Divisione Trasporti della società.>>

Come è stata vissuta l’esperienza del passaggio dalla vecchia alla nuova azienda?

Inizialmente il passaggio di proprietà non fu facile. Da parte dei colleghi di DLK c’era la comprensibile preoccupazione in merito alla soddisfazione dell’azienda sull’investimento fatto su di noi, considerando che il settore ferroviario si trovò nei primi anni  novanta poco propenso a collocare nuove risorse finanziarie nello sviluppo delle proprie infrastrutture.

Tuttavia, l’Avv. Stefano Borghi dimostrò fin da subito di avere una visione a lungo termine. Ebbe inoltre il pregio di capire le dinamiche di gestione di questa piccola realtà, molto diverse da quelle che lui abitualmente padroneggiava con SITE, che contava circa 3.000 dipendenti. Tra 30 e 3.000 dipendenti la differenza di gestione era notevole!

Un elemento positivo, di questa prima fase di integrazione fra le nostre realtà, fu che quasi tutte le figure chiave della vecchia DLK continuarono a lavorare con me, consolidando la stima reciproca tra tutti noi. Poi, progressivamente, con un paziente lavoro di gruppo, riuscimmo ad  intraprendere un percorso di crescita nel volume d’affari che coinvolse anche la struttura tecnica e quella organizzativa.

Come venne creata la Divisione Trasporti di SITE?

Ci fu un lungo periodo in cui le prospettive di sviluppo del settore che ipotizzavamo con l’Avv. Borghi non si realizzarono per colpa di un contesto di mercato molto incerto. Quando però le Ferrovie decisero di investire fortemente sul potenziamento della rete, l’avv. Borghi decise di affiancare al personale di cantiere della DLK, degli installatori assunti in SITE nella nuova Divisione Ferroviaria, che in seguito prese il nome di Divisione Trasporti. Il personale triplicò da 30 a 100 dipendenti e vennero acquistate  nuove attrezzature come motocarrelli e scavatori gomma/rotaia. Iniziò così una crescita del settore che influì positivamente sul fatturato aziendale, sul potenziamento dei cantieri e sulla presenza di SITE nel mercato ferroviario, che si sviluppò acquisendo anche lavori specifici del settore delle telecomunicazioni ferroviarie, sfruttando le multi-competenze presenti nelle altre Divisioni dell’azienda.

Alla nostra crescita contribuì anche un’opportunità che cogliemmo con la società Ansaldo Segnalamento Ferroviario, per la quale lavoravamo spesso in subappalto. Ci eravamo già potenziati e strutturati da media azienda del settore e per questo ci proposero l’acquisizione del brevetto per il sistema di blocco automatico: un sistema che garantisce sicurezza al transito dei treni tra una stazione e l’altra, utilizzando componentistica elettronica.

Nel giugno 1999, con l’acquisizione di questo brevetto, eravamo diventati gli unici in Italia a poter progettare e realizzare impianti di BACC (Blocco Automatico a correnti codificate) di questo tipo, denominato “Staticode ‘85”. La scelta di Ansaldo di vendere il suo brevetto fu dettata dalla volontà di investire in altri tipi di impianti tecnologici, che avevano maggiori opportunità di vendita nel mercato all’estero.

Il BACC era nato per garantire il distanziamento dei treni in sicurezza lungo le linee a doppio binario. La linea veniva suddivisa in “sezioni di blocco”, le cui apparecchiature di sicurezza consentivano  la presenza di un solo treno alla volta per ogni sezione e se, per errore, un treno entrava in una sezione già occupata da un altro, veniva  bloccato dall’azionamento del freno di emergenza; in tal modo si evitava il tamponamento.

Per noi fu un vero e proprio trampolino di lancio e l’ingresso nell’innovazione di un settore che era rimasto fermo da troppo tempo. Questo brevetto in esclusiva ci permise di acquisire una nuova tipologia di lavori e di sviluppare nuove competenze nel mondo dell’elettronica in sicurezza. Con l’acquisizione di questa tecnologia, l’Avv. Borghi gettò le basi per sviluppare quella che poi divenne l’area Ricerca & Sviluppo all’interno della Divisione Trasporti.

Su cosa era focalizzata la R&S?

La DLK non aveva mai avuto una funzione di Ricerca & Sviluppo, perché nella progettazione degli ACEI gli schemi tecnici di principio da adottare erano dettati dalle Ferrovie dello Stato. Il progettista aveva solo il compito di personalizzare le tavole di progetto, studiando le particolarità delle diverse stazioni.

Con l’avvento del BACC, oltre alle competenze nel campo dell’elettrotecnica dovemmo acquisire specifiche competenze nell’elettronica per garantire lo stesso livello di sicurezza e affidabilità. Le premesse erano tali da consentire a SITE di continuare la ricerca di altri sistemi elettronici in sicurezza e di fare ulteriori passi avanti nel mercato ferroviario. La funzione R&S in SITE nacque così circa due o tre anni dopo aver effettuato le sperimentazioni sul BACC e la realizzazione dei primi impianti con il nuovo sistema.

L’acquisizione del blocco automatico comportò, oltre alla nascita della R&S, anche il potenziamento dell’officina, con la nascita di un reparto dedicato al collaudo e alla riparazione di prodotti elettronici. La crescita di tutte le attività e dell’organizzazione portò, nel novembre 2006, alla necessità di allargarci e di trasferire la Divisione Trasporti dalla vecchia sede della DLK in zona Roveri di Bologna a quella dell’attuale sede di Ozzano a Ponte Rizzoli.

Per SITE quali furono i primi progetti importanti realizzati con il BACC?

Quando SITE conseguì il brevetto del BACC, ricordo che fu il periodo in cui le Ferrovie europee iniziarono ad acquisire una maggiore consapevolezza sul perché fosse importante adottare questo sistema per rafforzare la sicurezza della circolazione dei treni in tutte le linee ferroviarie a doppio binario. La piena consapevolezza fu sicuramente raggiunta anche a seguito del terribile incidente ferroviario del 1998 avvenuto a Paddingoton, una delle stazioni più importanti della Gran Bretagna. L’evento venne causato proprio dalla mancanza di questo tipo di impianti nelle loro linee ferroviarie.

I progetti realizzati con l’utilizzo del BACC furono molti e in periodi abbastanza ravvicinati. Tra i primi che mi vengono in mente c’è quello della linea Tirrenica Nord, che include stazioni e tratti di linea tra Livorno e Grosseto, a cui seguirono lavori importanti come il completamento del Passante di Milano e la realizzazione della Linea a Monte del Vesuvio.

Quali sono stati i progetti più sfidanti che hai seguito nella tua carriera in SITE?

Tra i progetti più importanti, ricordo la realizzazione dell’intero piazzale dell’A.C.S. di Roma Termini (Apparato Centrale Statico) per conto della società Ansaldo Segnalamento Ferroviario S.p.A.. Il lavoro consisteva nel fornire e posare tutte le apparecchiature esterne del nuovo impianto A.C.S., caratterizzato da 29 binari centralizzati e centinaia di scambi ferroviari. Il tutto senza fermare il normale traffico ferroviario della stazione e per questo, abbiamo lavorato quasi esclusivamente di notte. L’Ansaldo ci aveva proposto il lavoro dopo aver constatato che potevamo vantare attrezzature più efficienti e personale specializzato in quantità maggiore rispetto alla concorrenza.

Un’altra realizzazione importante fu l’impianto ACEI della stazione di Milano Certosa, che fu completato nel 2003. Possiamo dire che per le sue dimensioni è il secondo o terzo impianto ACEI in Italia. La sala di comando doveva contenere una cabina ACEI con logica cablata da più di 10.000 relè.  Gli impianti delle stazioni più piccole, solitamente ne hanno al massimo 300 o 400. Fu una vera sfida non solo per le grandi dimensioni, ma anche per la complessità del suo progetto: noi di SITE riuscimmo a vincerla.

 

In foto: Banco di comando dell’ACEI di Milano Certosa

Un’altra importante sfida fu il progetto per la realizzazione dei cosiddetti “Buchi di codice”: in questo caso, Ferrovie dello Stato aveva l’estrema urgenza di realizzare questi impianti per completare l’attrezzaggio tecnologico di alcune linee importanti. Ci convocarono insieme ad altri competitor, i quali affermarono che le tempistiche richieste erano così stringenti che nessuno sarebbe riuscito a portare a termine i lavori in tempo. Noi facemmo una riunione preparatoria prima dell’incontro, per verificare la fattibilità del lavoro e accettammo l’incarico. Ci venne affidato con la raccomandazione di rispettare i tempi di consegna per l’importanza che il progetto ricopriva ai fini del potenziamento della rete nazionale, e ci riuscimmo. Fu per me e per tutti i colleghi della nostra Divisione una grande soddisfazione perché dimostrammo di essere stati i più veloci, i più organizzati e flessibili.

La DLK da sola non avrebbe avuto le stesse potenzialità di acquisire questi importanti lavori. In questo settore ci sono una serie di omologazioni a step che sono figlie degli investimenti che solo una grande azienda può fare, per questo motivo nel lungo periodo la DLK ebbe un grande vantaggio a essere entrata a far parte del Gruppo SITE. Per comprendere meglio l’opportunità sfruttata nel passaggio aziendale da DLK a SITE si deve risalire alla nuova organizzazione creata nelle Ferrovie dello Stato nei primi anni ’90; all’interno di Italferr vennero create le “Unità speciali” e con loro venne definita la strategia per il potenziamento e la velocizzazione del trasporto ferroviario. L’obiettivo principale era quello di ridurre i tempi di realizzazione dei lavori, per ottenerne quanto prima possibile i risultati attesi.  SITE comprese le nuove esigenze del cliente e riuscì a migliorare il suo posizionamento sul mercato, grazie alla sua organizzazione da azienda dinamica e alla sua vocazione a essere proattiva. Se ad esempio mancava del materiale che doveva essere fornito dal cliente in conto lavorazione, noi lo anticipavamo per non fermare l’esecuzione delle attività. Questa proattività fu molto apprezzata e divenne uno dei fattori che ci permise di stare al passo con i migliori fornitori delle Ferrovie nella gestione dei lavori.

Dunque, con SITE non solo crescemmo come organizzazione e volume di attività, ma fummo anche in grado di operare stando al passo con quello che il cliente richiedeva. Altri operatori del settore rimasero indietro, convinti che non ci sarebbe stato nessun reale cambiamento. Noi che lo capimmo fummo premiati. Ci strutturammo per progredire insieme al cliente: lo facemmo nell’organizzazione, nei tempi di realizzazione e nella flessibilità richiesta.

EPILOGO

In cosa ti sei sentito arricchito nell’esperienza che hai maturato con la nostra realtà?

Nel 2013, tre anni prima della pensione scelsi di dare le mie dimissioni. Volevo coronare il mio sogno di diventare consulente per le aziende manifatturiere, e fu allora che condivisi con l’Avv. Borghi le mie motivazioni. Gli  spiegai che avevo completato la mia missione in azienda, dando tutto quello che potevo dare per far crescere la Divisione Trasporti, così come gli avevo promesso. Mi ero infatti preso l’impegno di accompagnare il passaggio dalla vecchia dirigenza alla nuova proprietà di SITE e di sviluppare per quanto possibile questo settore.

Prima di andare via, nell’ultimo periodo del mio mandato, iniziammo il passaggio del testimone dove fui affiancato da Luca Alfano e l’Ing. Massimo Scarciello. Luca si prese in carico le attività della Ricerca & Sviluppo, di internazionalizzazione di SITE insieme all’Avv. Borghi, e successivamente la conduzione della Divisione, mentre Massimo la responsabilità della gestione delle attività operative in Italia. Posso dire che i tanti anni passati in azienda sono stati per me una grande scuola di vita.

Nell’esperienza che ho maturato in azienda porto nel cuore tutti i miei colleghi storici della DLK con la quale ho condiviso più di 30 anni di vita lavorativa. Mi hanno sempre sostenuto in tante scelte e i risultati che abbiamo ottenuto sono merito del nostro lavoro di squadra. In SITE ho avuto la stessa fortuna, quella di essere sempre stato circondato da persone con cui mi sono trovato benissimo.

In foto: a sinistra l’Ing. Claudio De Paolini con il collega Stefano Franceschini. Claudio e Stefano vennero assunti nello stesso periodo in DLK  e hanno proseguito la loro collaborazione anche in SITE. Stefano terminerà il suo percorso in azienda il 30 settembre 2022, dopo più di 40 anni trascorsi a lavorare nel mondo del segnalamento ferroviario.